• Anno 2003,  Dicembre

    Una linea Montecalvo – Benevento per il trasporto

    Montecalvo Irpino AV – I cittadini chiedono da tempo l’istituzione di un servizio di autotrasporto pubblico che colleghi il centro irpino con la città di Benevento. Sono diverse decine i giovani locali che quotidianamente raggiungono il capoluogo Sannita per frequentare i corsi dell’Università del Sannio. I ragazzi viaggiano con auto private perché non ci sono collegamenti idonei a soddisfare le loro esigenze.
    Chi non ha a disposizione un’auto è costretto a frequentare saltuariamente. Eppure Montecalvo dista dal centro di Benevento solo 30 KM. I familiari degli studenti ma anche numerosi lavoratori pendolari chiedono con forza l’istituzione di almeno due corse di andata e due di ritorno al giorno.

  • Anno 2003,  Giugno

    Rosario Antonio Smorto

    INTERVISTA DI ANGELO SICILIANO AD ANTONIO SMORTO RAGAZZO DI 94 ANNI  – LE CUI VICENDE PERSONALI S’INTRECCIANO CON LA STORIA CIVILE E POLITICA DI MONTECALVO IRPINO

     

    Castel d’Azzano VR – Antonio Smorto vive da diversi anni in Veneto, a Castel D’Azzano (VR).Lo ricordavo molto vagamente. Era piena guerra fredda tra USA e URSS, e una sera a Montecalvo Irpino (AV), paese dell’Alta Irpinia, doveva essere il 1956, in occasione dei fatti d’Ungheria, nella casa di ‘Nduniùcciu Shcatulìnu giù ai Fossi, di cui esiste solo un rudere dopo il terremoto del ’62, egli proiettò delle diapositive sulla seconda guerra mondiale. Eravamo presenti in tanti a quell’evento, molti adulti e anche noi bambini. Mi rimasero impresse le immagini agghiaccianti dei lager nazisti e delle fosse, da cui erano estratti i cadaveri dei deportati denutriti, soprattutto ebrei, che evidentemente erano stati seppelliti in fretta, solo perché non si era riusciti a farli sparire nei forni crematori, prima dell’arrivo degli alleati.

  • Anno 2003,  Gennaio

    I complimenti di Angelo Siciliano

    Zell TN – Caro Alfonso, mi complimento con te, per l’apertura del sito Internet www.irpino.it Complimenti che ti prego di estendere pure a tutti gli altri operatori, che compartecipano all’iniziativa, che mi pare di non conoscere.
    È un’ottima cosa la vostra operazione. Oltre a smuovere le acque, essa inserisce Montecalvo nell’attualità e pone le premesse per l’avvio di un discorso serio di recupero e valorizzazione di ciò che attiene al nostro passato, anche remoto.
    Sicuramente avrai capito che, per avviare e portare avanti un progetto culturale, bisogna crederci con passione. Per superare le difficoltà, che inevitabilmente insorgono lungo il percorso, ci vuole abnegazione. Chi ti scrive è allenato da una vita a superare ostacoli d’ogni genere.

  • Anno 2004,  Gennaio

    Ancora neve, ancora disagi

    Montecalvo Irpino AV – Ancora disagi per la neve. Intorno alle ore 19,00 di (giovedì 29) sera un’abbondante nevicata ha colpito tutta la valle ufita. La neve , caduta fitta , in alcuni punti anche mezzo metro, ha provocato disagi sopratutto alla circolazione dei mezzi di trasporto. Temperature sotto zero, scuole chiuse, un inverno così non lo si ricorda da anni. I negozianti lamentano poche vendite, gli esercizi pubblici chiudono presto, si passa il tempo in casa, accanto al camino, guardando la tv. Gioiscono i più giovani che, spensierati, trovano divertente tirare addosso ai malcapitati passanti pallottole di neve.

    [Nativo]

    Redazione

  • Anno 2004,  Dicembre

    Anchinico eletto vicepresidente del comitato provinciale dell’ Inps

    Montecalvo Irpino AV – Il dott. commercialista Marco Anchinico è uno dei giovani tra i più operosi nel nostro paese. Da alcuni anni ha avviato, con successo, uno studio di consulenza fiscale ed è a capo di una cooperativa di servizi. Nella scorsa tornata elettorale, amministrative di giugno 2004 , è risultato tra i più votati. E’ consigliere comunale di opposizione alla attuale coalizione amministrativa e da pochi giorni è vicepresidente del comitato provinciale dell’Inps. L’evento, per l’incarico di vicepresidente, è stato ripreso da tutta la stampa locale  [Nativo]

    Redazione

  • Anno 2004,  Marzo

    Amante conteso

    Montecalvo, Irpino AV – Rissa per amore. Un uomo, conteso tra la moglie, la giovane amica e le sorelle. Lui A.B. quarantenne impiegato, F.P. lei pari età imprenditrice, l’altra A.G ventiquattrenne studentessa, le sorelle P.G. O.G. ventenni impiegate. I fatti si sono svolti ieri mattina in un forno del paese dove F.P. si era recata per parlare con il padre dell’amica del marito e capire se le insistenti voci che giravano in paese avessero un minimo di fondatezza. Mentre la donna parlava con il padre della ventiquattrenne dal retro del forno sono uscite le tre sorelle. La donna ha cercato di parlare con A.G, ma questa con l’aiuto delle sorelle ha aggredita F.P. con calci, pugni ed è stata ferita anche con un oggetto tagliente visto che alla fine la donna mostrava anche piccoli tagli sul corpo. La donna dopo aver subito la furia delle tre giovani ventenni è stata prontamente trasportata all’ospedale di Ariano Irpino dove è stata curata e medicata dagli operatori del pronto soccorso. Dopo le cure ed una prognosi di dieci giorni F.P. è ritornata a casa. Una storia che ha destato molti pettegolezzi nel piccolo centro ufitano. La donna ha anche sporto denuncia presso i carabinieri della locale stazione dei carabinieri che ora apriranno un’indagine per accertare bene le varie responsabilità dei vari protagonista dell’incresciosa vicenda.
    Insomma una vicenda che va dal tragico al comico e che ha fatto parlare per tutta la giornata il paese. Difatti le protagoniste di questa incresciosa vicenda sono tutte molto conosciute a Montecalvo e c’è da scommettere che saranno in molti che correranno oggi nella prima ricevitoria a giocarsi i numeri al lotto. Non si sa mai che dalle botte per amore possa nasce anche una clamorosa vincita. Magari per rendere più “piacevole” un episodio che non smentisce la regola: mai entrare negli affari amorosi di una coppia altrimenti… ora sappiamo tutti come va a finire. [Nativo]

    Corriere dell’ Irpinia

  • Anno 2004,  Febbraio

    Montecalvo, scompare casalinga

    Montecalvo Irpino AV – C’è apprensione in paese per l’improvvisa scomparsa di una donna di circa 40 anni. Alessandra Pisano sono alcuni giorni che manca da casa e nessuno dei familiari sa spiegarsi che fine abbia fatto. L’ultima volta, secondo alcuni testimoni, sembra che sia stata vista all’ufficio postale mentre ritirava dei risparmi depositati sul libretto postale. La donna non è la prima volta che fa gesti del genere e questo è un elemento che lascia pensare ad un allontanamento volontario che già nell’autunno del 1998 aveva lasciato l’abitazione per diversi giorni per poi essere ritrovata in un albergo di Napoli. Allora si occuparono di lei tutti i media locali. In un’altra occasione fuggì di casa e fu ritrovata in un noto locale della riviera romagnola mentre ballava. La donna soffre di uno stato depressivo al punto che fino a qualche tempo fa era stata ospitata nella SIR (Struttura Intermedia di Riabilitazione) di Montecalvo. Sono stati proprio gli operatori del centro a segnalare l’assenza di Alessandra che, nonostante abbia lasciato la struttura da alcuni mesi perché ritenuta idonea alla vita in un proprio alloggio, sistematicamente si recava alla SIR per ricevere la terapia farmacologica antidepressiva. Spesso rimaneva anche per il pranzo e si intratteneva durante le ore pomeridiane. Poi, all’improvviso, non è stata più vista. In un primo momento nessun allarme perché la cosa era ritenuta quasi normale, poi, con il passare dei giorni, è cresciuta la preoccupazione. Intanto all’immotivata scomparsa da casa di Alessandra si aggiunge un’altro dramma: alcuni giorni fa è scomparso l’anziano padre, ultimo parente prossimo della donna. Alessandra a questo punto, in giro chissà dove per l’Italia, non sa della morte del padre. Si tratta di una donna magrissima alta circa un metro e ottanta, capelli ed occhi castani, taglio dei capelli cortissimo, spesso fuma una sigaretta senza mai toccarla con le dita. In queste ore la si sta cercando ovunque [Nativo]

    Corriere dell’ Irpinia

  • Anno 2002,  Marzo

    Il murale di via Maddalena

    Montecalvo Irpino AV – Il muro di cinta di Via Maddalena, che si estende per 510 mq, e’ interamente affrescato con uno dei murali a soggetto unico piu’ grandi d’Italia. In un affascinante intreccio tra Storia e Mito, sono narrate le vicende della comunita’ montecalvese dal suo nascere fino alla seconda meta’ del 1600.

    Coordinati dal critico d’arte Marisa Russo, hanno dato vita al murale gli artisti Lavinio Sceral, Lello Sansone, Michele Giglio e Renato Criscuolo. Agganciato al rosso tappeto volante, elemento d’unione dell’intera narrazione murale e’ lo “scazzamariello”, prima figura mitica rappresentata. Secondo la tradizione popolare, il dispettoso folletto ha il potere di defecare oro.

    La “pacchiana” cioe’ la donna con il tipico costume montecalvese, rappresenta la sintesi tra Storia e Mito in quanto pur essendo figura reale, e’, ormai, simbolo di una civilta’ scomparsa e profondamente trasformata. In un turbinoso cielo squarciato dai lampi si erge la rocca romana sorta durante le guerre sannitiche e divenuta, successivamente, il castello di montecalvo. Spettri alla ricerca delle nordiche radici, i soldati longobardi vi si aggirano smarriti.

    Mefite, nauseabonda, personificazione delle stomachevoli esalazioni, dea effettivamente adorata presso la Malvizza di Montecalvo dagli antichi Sanniti e dagli stessi Romani, ispira una sorta di fusione tra religione e magia.

    Le leggendarie “Janare” (streghe) che tanta fortuna ebbero nell’area beneventana, trovarono terreno fertile nel contesto culturale montecalvese. La tempesta creava le condizioni ottimali perche’ potessero radunarsi per danzare intorno al famoso noce di Benevento : ” sott’acqua e sott’a bbiento sott’a la noce di bbinivientu” (sotto acqua e sotto vento sotto il noce di Benevento) e’ la formula magica pronunciata dalla Janara prima di spiccare il volo. In contrada Malvizza e’ ambientata la scena dell’oste malvagio, che l’avidita’ sta trasformando in bestia. Egli serve carne umana, meglio ancora di bambini, ai malcapitati avventori. Satana concorrente nel Male, o Cristo, sdegnato da tanta efferatezza, inabissano la taverna nelle viscere della Terra da dove sarebbero sorte le malefiche bolle.

    La dea Diana, storicamente adorata in territorio montecalvese e ritenuta nel Medioevo protettrice delle partorienti, rappresenta la difesa della vita calpestata dall’oste maligno. Il beato Felice da Corsano, nell’evidente smaterializzazione, e’ l’antitesi del crudele oste di contrada Malvizza: mentre questi e’ trasformato in bestia dalla materia, l’asceta e’ spiritualizzato dal misticismo. L’integrazione del dinamismo germanico con la cultura romana attraverso la mediazione cristiana, da corpo alle umbratili figure dei Longobardi invasori ed i crociati, insieme al radioso rosone gotico, diventano il simbolo della nuova Europa. Sullo sfondo l’ospedale di S.Caterina, fondato a Montecalvo dagli stessi Crociati.

    La terribile peste del 1656 che violenta si abbatte’ sull’intero regno di Napoli e’ il motivo ispiratore della penultima scena. Il dolore umano, che sovrasta ogni cosa, accomuna quella tragica occasione a tutte le altre sventure, soprattutto terremoti, che nel corso dei secoli sono state causa di lutto.

    Il viaggio del tappeto volante si conclude in Oriente, che non e’, pero, ricercato lontano nello spazio inserendosi senza fratture tra la Storia ed il Mito di Montecalvo. Anche in questa scena, che sembra la piu’ fantastica di tutte, col Mito si alterna la Storia: le esperienze guerresche degli antichi crociati, l’arrivo della cultura araba filtrata nelle esperienze dei Pugliesi immigrati a Montecalvo dopo la peste del 1656, si tramandano in segni di pietra scolpiti sui noti portali che la magica lanterna di Aladino trasforma in un dolce paesaggio orientale. Il sekoma l’antichissima mensa ponderaria presente a Montecalvo da tempo immemorabile, da misura granaria si trasforma in misura del tempo che non cancella il passato. Un portale che si apre al futuro, e’ il segno che la Storia continua. – “Progetto Itinerari Turistici Campania Interna. La Valle del Miscano, Volume 1°” Poligrafica Ruggiero, Avellino, dicembre 1995

    Giovanni Bosco Maria Cavalletti
    Nell’ agosto 2011, Angelo Siciliano, scrittore e ricercatore montecalvese, preso visione della pagina sopra ha invitato, la direzione del sito, di aggiungere quanto segue:

    I murales di Montecalvo Irpino furono realizzati, nell’autunno 1988, su iniziativa e proposta di Angelo Siciliano all’amministrazione comunale, guidata allora dal sindaco Felice Aucelli. Nell’estate del 1988, dopo la pubblicazione de “Lo zio d’America” ad Avellino, l’editore Nunzio Menna invitava Angelo Siciliano e sua moglie, Maria Paparo, a far parte della giuria che valutava le opere realizzate da un gruppo di pittori muralisti campani, coordinati dalla signora Marisa Russo di Napoli, a Piano Vetrale (Sa) e a Castelvolturno (Ce). Alcuni di quegli artisti avrebbero realizzato, nello stesso periodo, dei murales a Montefalcone (Bn). Constatata la buona qualità di quei murales, Angelo Siciliano faceva la proposta verbale al sindaco Aucelli, che allertava alcuni assessori e vice assessori, i quali si recavano a visionare quei dipinti. Poiché la cosa piacque, fu contattata la signora Marisa Russo, alla quale Angelo Siciliano suggeriva che si sarebbero potuti dipingere dei miti attinti anche da “Lo zio d’America”. Si trattava poi solo di scegliere se realizzare dei murales singoli, sui muri delle case ubicate nei punti strategici del paese, o una lunga striscia di murales, come poi fu fatto, sul muro del giardino del convento dei francescani. A fine agosto, Angelo Siciliano salutava tutti e partiva per tornare a Trento, città in cui vive dal 1973.[Nativo]

    Angelo Siciliano

  • Anno 2002,  Settembre

    A.C.R. – Azione Cattolica dei Ragazzi

    Montecalvo Irpino AV – Correva l’anno 1980 : dopo un ottimo periodo di lavoro con l’allora parroco don Giuseppe Girardi e prima ancora con don Carlo Lombardi, chiudeva i battenti l’Ac ( Azione Cattolica ) e con essa l’Acr ( Azione Cattolica dei Ragazzi ). Diversi i motivi che vi hanno contribuito e che peraltro non affronteremo in questa sede. Dopo una lunga attesa, come dicevamo sopra, finalmente nel 2000 col Giubileo, ma soprattutto col nuovo parroco don Teodoro ha ripreso forma l’Ac. Attualmente sono rappresentate al suo interno il gruppo dei Giovani con circa 30 elementi e le tre fasce dei ragazzi ( 6-8, 9-11, 12-14 anni ) con circa 100 unità. Ma già dal prossimo Ottobre dovrebbe prendere forma anche il gruppo adulti ( dai 30 anni in su ).

    Gruppo animatori

    Ma cos’è l’Ac? E’ un’associazione laica che collabora con la Gerarchia ecclesiastica per realizzare il fine apostolico della Chiesa. Non fa eccezione al suo interno l’Acr che ovviamente tende a tale fine con metodologie diversificate e soprattutto a misura di ragazzi.